Pnrr, governo rimodula spese energia

Revisione fondi Pnrr, cosa non ha funzionato e perché

Nel suo intervento al Senato, il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti ha illustrato i dettagli della proposta di revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), approvata dalla Cabina di regia il 26 settembre. La rimodulazione riguarda circa 14 miliardi di euro e nasce dall’esigenza di rispettare i tempi imposti da Bruxelles, che non prevede proroghe oltre il 2026.

Perché la revisione

La Commissione europea ha fissato scadenze precise: rendicontazione entro il 30 agosto 2026, invio della decima rata entro il 30 settembre e pagamento finale entro il 31 dicembre. Da qui la necessità di spostare risorse da misure difficilmente realizzabili in tempo verso quelle più solide.

Le misure ridotte

Tra gli interventi che subiranno tagli figurano:

  • Comunità energetiche (Cer), il cui finanziamento da 2,2 miliardi si è rivelato sovrastimato (ad oggi utilizzati solo 200 milioni, complice il nodo sugli aiuti di Stato);
  • Biometano, agrivoltaico e idrogeno, con scarsa adesione ai bandi;
  • Transizione 5.0 e autoproduzione rinnovabili per le Pmi, ridimensionate per la difficoltà di assorbimento;
  • progetti su economia circolare, rifiuti, teleriscaldamento, interconnessioni elettriche, idrogeno nei trasporti e parte degli investimenti su trasporto pubblico e infrastrutture idriche.

In totale, sono 34 le misure rimodulate, pari al 7,3% del Piano.

Dove andranno le risorse

Le risorse liberate saranno destinate a iniziative più avanzate, come:

  • Transizione 4.0, che ha dimostrato maggiore capacità di spesa;
  • contratti di filiera e di sviluppo;
  • Ipcei (progetti europei comuni) su idrogeno, batterie e salute;
  • parco autobus elettrici, cold ironing nei porti e edilizia pubblica sostenibile;
  • borse di studio universitarie, credito d’imposta per il Mezzogiorno e ZES unica.

Nuovi strumenti finanziari

Il governo prevede anche il ricorso a facility, veicoli finanziari gestiti da soggetti indipendenti che consentono di prolungare alcune misure oltre il 2026, come il Fondo Agrisolare, le infrastrutture idriche, il piano “Italia a 1 Giga” e l’housing universitario.

Il percorso di approvazione

La proposta, dopo il passaggio in Senato, è stata presentata oggi alla Camera. Dovrà arrivare a Bruxelles entro l’8 ottobre; la Commissione si pronuncerà il 23 ottobre, con il via libera finale previsto all’Ecofin del 13 novembre.

Stato di avanzamento del Pnrr

Ad oggi l’Italia ha conseguito il 54,4% degli obiettivi (334 su 614), incassando sette rate per 140 miliardi (72% delle risorse). Con l’ottava richiesta di pagamento da 12,8 miliardi, presentata a giugno, si salirà al 61%. Dei 447mila progetti finanziati, oltre il 96% è già concluso o in corso di realizzazione.

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