L’agrivoltaico rappresenta oggi oltre l’80% dei progetti fotovoltaici presentati in Italia e ha dimostrato di essere quasi competitivo con il fotovoltaico tradizionale anche nelle aste Fer X. Un segmento già solido, che ora trova ulteriore slancio nella conversione del Dl 175/2025, capace di introdurre maggiore flessibilità normativa.
Il tema è stato al centro de La giornata dell’agrivoltaico 2026, evento promosso da Anie Rinnovabili il 22 gennaio a Roma. La nuova definizione normativa, pur lasciando aperti alcuni nodi applicativi, supera rigidità interpretative che negli anni avevano di fatto spinto il mercato verso modelli più complessi e costosi, soprattutto sul tema delle altezze minime dei moduli. In dettaglio, non si richiedono più obbligatoriamente altezze o configurazioni che aumentino costi e complessità.
I numeri confermano il forte interesse degli investitori. Secondo Althesys, tra il 2021 e il 2024 la pipeline complessiva degli investimenti in agrivoltaico è cresciuta da 2 a 17,3 miliardi di euro, con un tasso medio annuo del 105%. La pipeline dei progetti censiti supera oggi i 60 GW, mentre su un totale di 132 GW di impianti solari presentati dal 2018, ben 86 GW sono classificati come agrivoltaici (dati Elemens).
L’agrivoltaico è ormai la forma prevalente di sviluppo del fotovoltaico nel Paese: la sua quota sul totale dei progetti è passata dal 26% nel 2020 a oltre l’80% nel periodo 2022-2025. Anche sul fronte delle aste i risultati sono solidi. Nelle due procedure Fer X finora svolte, gli agrivoltaici rappresentano il 49% della potenza aggiudicata, con prezzi medi solo leggermente superiori a quelli del FV tradizionale (57,6 contro 55,8 €/MWh).
Diverso il caso degli impianti sostenuti dal Dm Agrivoltaico Pnrr, con prezzi oltre i 70 €/MWh nonostante contributi in conto capitale fino al 40%, un modello difficilmente replicabile nel medio periodo.
Nuovo slancio dalla conversione del Dl 175/2025
Con la nuova definizione introdotta dal Dl 175/2025, centrata sulla continuità dell’attività agricola e non più sui requisiti dell’agrivoltaico “avanzato”, il settore si avvia verso una maggiore semplificazione. Il messaggio che emerge dal convegno è chiaro: l’agrivoltaico è ormai una configurazione standard per i grandi impianti e una leva chiave per il futuro del fotovoltaico in Italia.






























































































