Il 2026 sarà un anno cruciale per la politica energetica italiana, con molte misure decisive per l’energia 2026. Dal Conto Termico 3.0 alle aste per le rinnovabili, dall’Energy Release 2.0 alle novità “post-Pnrr”, fino ai decreti sui requisiti minimi degli edifici e al recepimento delle direttive europee. Imprese, cittadini e amministrazioni pubbliche dovranno adattarsi a questi cambiamenti.
Manovra 2026: iperammortamento, accise e bonus edilizi
La Manovra 2026, approvata definitivamente a fine dicembre, ridefinisce strumenti chiave come l’iperammortamento, ora triennale e vincolato ai beni Made in EU, escludendo alcuni moduli fotovoltaici di tipo “A”. Sul fronte edilizio, l’ecobonus e il bonus ristrutturazioni vengono prorogati al 36% (50% per la prima casa), con tetto di spesa a 96.000 euro.
Altre novità riguardano: l’allineamento delle accise su benzina e gasolio, incentivi alle imprese siderurgiche, credito d’imposta Transizione 5.0 per aziende energivore e misure per ridurre i consumi delle strutture sanitarie. Tutte queste iniziative sono parte integrante delle strategie previste per l’energia 2026.
Conto Termico 3.0
Dal 25 dicembre è operativo il Conto Termico 3.0. Prevede 900 milioni annui per interventi di piccola scala. L’obiettivo è migliorare l’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.
Novità principali:
- più beneficiari, compresi enti del Terzo settore e gruppi di autoconsumo;
- possibilità di partenariati pubblico-privato;
- incentivo fino al 65% delle spese (100% per scuole, ospedali e piccoli comuni);
- incentivi per impianti integrati con fotovoltaico, batterie e colonnine di ricarica.
Queste misure sostengono concretamente gli obiettivi dell’energia 2026.
Energy Release 2.0 e aste rinnovabili
Nei primi mesi del 2026 partirà l’Energy Release 2.0. Prevede l’assegnazione di obblighi per nuovi impianti rinnovabili. I contratti potranno essere sottoscritti fino al 31 gennaio sul portale E-Release del Gse.
Le aste Fer X, Fer Z e Fer 2 definiranno gli incentivi rinnovabili. Fer X entrerà a regime fino al 2029, Fer Z avrà un modello decentralizzato, Fer 2 attende la prima asta per l’eolico offshore. Tutto questo rafforza la strategia nazionale per l’energia 2026.
Accumuli, capacity market e Tide
Nel 2026 sono attese nuove aste per gli accumuli elettrici tramite il Macse, oltre a una o due gare del capacity market. Dal 1° febbraio entrerà a regime il Tide, con dispacciamento a 15 minuti e maggiore partecipazione ai servizi ancillari.
Queste riforme strutturali del mercato elettrico contribuiranno a rendere più efficiente e stabile il sistema energetico nazionale, rafforzando ulteriormente le prospettive dell’energia 2026.
Agrisolare, agrivoltaico e comunità energetiche
La fase “post-Pnrr” porterà importanti novità per l’agrisolare, con 789 milioni di euro destinati a fotovoltaico in autoconsumo sulle imprese agricole e possibilità di comunità energetiche. L’agrivoltaico vedrà ulteriori decreti di concessione e tutti i progetti saranno gestiti tramite la facility Pnrr del Gse.
In questo contesto, le comunità energetiche rinnovabili saranno una leva fondamentale per realizzare gli obiettivi previsti dall’energia 2026.
Requisiti minimi degli edifici e direttive europee
Il 3 giugno 2026 entrerà in vigore il nuovo decreto sui requisiti minimi degli edifici. Aggiorna le norme tecniche e introduce prescrizioni per la ricarica dei veicoli elettrici.
L’Italia dovrà recepire la direttiva Epbd e la Red 3. Gli obiettivi nazionali di rinnovabili saliranno al 39,4% entro il 2030. Queste misure consolidano la transizione e gli obiettivi dell’energia 2026.
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