Il GSE ha sospeso temporaneamente le domande per il Conto Termico 3.0 dopo aver ricevuto, in pochi giorni dall’apertura del 2 febbraio 2026, oltre 2.200 richieste per un valore complessivo di 1,3 miliardi di euro.
La decisione, definita “prudenziale”, è legata all’elevata partecipazione e alla necessità di svolgere le verifiche istruttorie nel rispetto del tetto annuale di spesa di 900 milioni di euro, previsto dal Dm 7 agosto 2025. Il portale sarà riattivato al termine dei controlli. Non è certo che tutte le domande saranno ammesse né che gli eventuali incentivi ricadano interamente sull’annualità 2026.
Secondo quanto riferito dalla viceministra al Mase Vannia Gava, l’avvio è stato molto positivo, con forte interesse di pubbliche amministrazioni e cittadini. In particolare, l’85% delle richieste riguarda interventi promossi da piccoli Comuni, che possono ottenere fino al 100% di finanziamento per la riqualificazione energetica di edifici pubblici come scuole e sedi comunali.
Il Conto Termico 3.0, introdotto dal decreto del 7 agosto 2025, amplia rispetto al passato la gamma degli interventi ammessi, puntando alla decarbonizzazione del settore terziario e residenziale.
Le percentuali di incentivo previste sono:
- Privati e imprese: fino al 65% delle spese per interventi come pompe di calore, solare termico, sistemi ibridi ed efficientamento energetico.
- Pubbliche amministrazioni ed enti del Terzo settore: fino al 100% in casi specifici (edifici pubblici rilevanti o situati in Comuni sotto i 15.000 abitanti).
- Imprese: dal 25% al 65% in base alla tipologia di intervento e al miglioramento energetico conseguito.
La misura si conferma strategica per la transizione energetica, ma resta l’attenzione degli operatori sul possibile rapido raggiungimento del limite annuale di spesa.


















































































